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Atto di compravendita: Obbligo delle Visure Ipocatastali per il Notaio confermato dalla Cassazione

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La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21953/2017 ha confermato l'obbligatorietà del notaio di procedere a verifiche ipocatastali sui beni oggetto del trasferimento. In caso di omissione il notaio deve risarcire il danno provocato.

Il caso.

Il notaio era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Rossano, con sentenza confermata dalla Corte d'appello di Catanzaro, al risarcimento del danno di un ammontare pari all’importo pagato dagli acquirenti al creditore procedente in sede di transazione, al fine di ottenere la cancellazione del pignoramento.

Il notaio aveva proceduto a ricorso aducendo a due motivi:

  1. Avvenuta violazione dell’art. 1218 c.c., nonché l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio.
    Il notaio sosteneva che il prezzo di vendita era già stato saldato prima della stipula del rogito e che questo evento non era stato preso adeguatamente in considerazione in fase di esame. Infatti un più accurato controllo accertante l’esistenza del pignoramento trascritto sull’immobile e la procedura esecutiva in corso, non avrebbe avuto alcuna incidenza causale sul verificarsi del danno, posto che gli acquirenti avevano già pagato l’intero prezzo.
  2. Essendo stato già integralmente pagato il prezzo prima della stipula, la quantificazione del danno poteva al massimo coincidere con i costi del rogito.

La decisione della cassazione

Nonostante la legge professionale non contenga alcun riferimento esplicito a tale peculiare forma di responsabilità (Cass. n. 24733 del 2007) la Corte ha valutato come inosservanza degli obblighi accessori, cioè la mancata preventiva verifica della libertà e disponibilità del bene e il mancato espletamento delle attività preparatorie e successive necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell'atto giuridico da rogarsi, da parte del notaio e che dà luogo a responsabilità "ex contractu" per inadempimento dell'obbligazione di prestazione d'opera intellettuale.

La cassazione ha quindi ritenuto infondato il ricorso rigettando le due nuove argomentazioni e ha condannato a rifondere le spese legali alla parte controriccorrente nella misura di curo 3.200,00 oltre 200,00 per esborsi, accessori e contributo spese generali al 15 % e al versamento da parte del
ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.


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