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Visure catastali e visure camerali

Le innovazioni delle procedure burocratiche amministrative italiane prevedono un adeguamento nelle modalità di acquisizione e utilizzo delle visure catastali e/o visure camerali. A seguire uno specchietto riassuntivo che illustra a cosa servono, chi le può richiedere e quali tipologie includono.

VISURA CATASTALE E VISURA CAMERALE. COME RICHIEDERLE?

Le novità del settore offrono un’ottimizzazione delle risorse umane, una riduzione nella tempistica e una fruibilità anche per operazioni estere.

Non sempre è sufficiente redigere un'autocertificazione. Visure camerali imprese, visura camerale storica, visura bilancio, visura ipocatastale o altri tipi atti sono diventati indispensabili per le aziende e liberi professionisti.
Le pubbliche amministrazioni, lentamente, si stanno adeguando al mondo del lavoro offrendo servizi sempre più innovativi e procedure snelle e, rispetto al passato non troppo remoto, è possibile richiederli:

  • online. Il portale www.registroimprese.it o siti com Visura Pratica offrono la possibilità di ottenere visura catastale, visura camerale per imprese o visura camerale per liberi professionisti, rimanendo comodamente seduti nella propria poltrona. La documentazione, del resto, è necessaria anche per le operazioni di calcolo delle imposte sul reddito o quelle locali come, ad esempio, l’Imu o la Tasi.

 

  • In lingua inglese. E’ finita l’era delle costose e faticose traduzioni giurate per poter presentare la visura camerale o visura catastale a un ente o organizzazione internazionale. Da quest’anno, per favorire i processi di internazionalizzazione, è possibile richiedere direttamente la documentazione in lingua inglese.


VISURA, MA QUANTO COSTA?

Ottenere la visura catastale online, dal 2015, è diventato più economico: una variazione che promuove le procedure telematiche.

Lo aveva preannunciato già l’Agenzia delle Entrate nel 2007 con il provvedimento n. 160950/2014 che mirava a ridurre i costi di gestione dei servizi allo sportello a vantaggio delle procedure telematiche. Ciò comporta:

  • abolizione del versamento una tantum di 200 euro a titolo di rimborso spese amministrative connesse alla convenzione;
  • riduzione del costo per ogni password che passa dai 30 ai 15 euro.

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